Data pubblicazizone: 20/12/2009

COLESTEROLO: IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO

E’ un serial killer perverso. Colpisce al cuore e si nasconde tra la fitta rete di canali addetti alla circolazione. Si allea a gruppi di sangue coagulato tra vasi sanguigni e meandri delle coronarie.
Ha colpito ovunque, negli spazi e nel tempo, ha colpito anche la Gioconda di Leonardo che sorridente mostra l’accumulo di grasso nell’incavo dell'occhio sinistro ed un lipoma sulla mano in primo piano, segnali  certi, indicatori precisi  della presenza ambigua e inquietante del colesterolo.
 Forse la Gioconda fumava? Era ipertesa? Certo che stare in posa e poi ferma lì per decine e decine di anni,  che stress, prima o poi i segnali di ipertensione sono inevitabili. 

Recentemente persone carine e gentili  mi hanno omaggiato di una lattina di olio di oliva, uno dei migliori alimenti che rappresenta la cucina mediterranea a livello salutare. L’olio d’oliva è un acerrimo nemico del colesterolo, in grado di proteggere dalla trombosi senza influire minimamente sui valori del colesterolo buono.

Già il cardiologo mi ha spiegato che esistono due tipi di colesterolo, quello buono e quello cattivo e mi ha anche spiegato la differenza che si legge attraverso il semplice significato dei due opposti aggettivi, ma non mi aveva detto tutto il birbante. Infatti ai due colesterolo, il colesterolo Caino ed il colesterolo Abele, adesso si è aggiunta una sorellastra, la “lipoproteina A” che crescendo incautamente nel sangue aumenta notevolmente il rischio di infarto.

Questo è quanto riporta una recente ricerca internazionale realizzata dall’Istituto Mario Negri di Milano, in collaborazione con il Wellcome Trust Centre e la Clinical Trials Service Unit di Oxford, il Karolinska Institute di Stoccolma e l’Università tedesca di Munster, pubblicata sul New England Journal of Medicine, che ha analizzato il patrimonio genetico di circa 16.000 cittadini europei. Secondo lo studio un aumento della maledetta “lipoproteina A” può essere responsabile dell’insorgere di malattie coronariche. Che fare?

Due consigli sulla corretta alimentazione rubacchiati qua e là, tra partecipazione a corsi come clandestino e articoli più seri di altri e cioè da redazionali non sponsorizzati “sotto sotto” da aziende agroalimentari.
Eliminare i latticini, i derivati ed i dolci e mi rendo conto che l’affermazione per alcuni può essere paragonata ad una coltellata allo stomaco, ma è necessario soprattutto ora che sappiamo che oltre al colesterolo cattivo  c’è anche la "lipoproteina"  per cui è bene consumare fibre solubili contenute in mele, pere, fagioli, carote, avena, pesce azzurro e frutta secca: pistacchi, mandorle, noci, noccioline, pecan e semi di girasole, ricchissimi di acidi grassi polinsaturi, amici del benessere. 

Non dimenticate, il tutto senza sale, meglio con poco sale, anzi pochissimo! Dicono di noi che in media consumiamo tra 10 e 15 grammi di sale al giorno, molto al di sopra delle medie consigliate dall’Organizzazione mondiale della Sanità che suggerisce di consumarne appena un terzo,  prevenendo così l’insorgere di disturbi quali ipertensione e patologie cardiovascolari connessi all’eccessivo uso del sale.

Ebbene gli  esperti vi consigliano di intraprendere delle buone abitudini alimentari: pochi grassi saturi e un filo di olio extravergine per condire primi piatti e verdure senza sale e buon appetito a tutti.
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