Cambridge Analytica, la vera storia che ha cambiato le sorti del pianeta

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Cambridge Analytica, la vera storia che ha cambiato le sorti del pianeta

Cambridge Analytica, la vera storia che ha cambiato le sorti del pianeta.

Chissà quanti di voi hanno sentito parlare di Cambridge Analytica ma pochi sanno come è davvero andata la storia che ho intenzione di raccontarvi a puntate.

E’ una storia seria dove anche la creatività trova un ruolo e dove le imprese innovative non sono  state etiche, anzi tutt’altro.

Come Cambridge Analytica ha utilizzato i dati di Facebook per aiutare la campagna di Donald Trump nelle elezioni del 2016.

Sentirete forse per la prima volta parlare di “psicometria” e di un ricercatore polacco di 34 anni Michal Kosinski del Psichometrics  Center  di Cambridge University, intento a sviluppare algoritmi di profilazione in base alle attività svolte da Facebook, classificandoli per tipologia di personalità con dettaglio di predizione di razza, religione, inclinazione etc.  Un metodo analitico elaborato a partire dal 2008 e che già nel 2012 raggiunge livelli di accuratezza tali da intimorire Kosinski stesso su possibili utilizzi a detrimento della libertà di scelta individuale.

Cominciamo la nostra storia dalla fine e cioè dal 17 marzo di quest’anno quando l’avvocato di Facebook, Paul Grewal, annuncia in un post sul blog che la società ha sospeso la Strategic Communication Laboratories e la sua società di analisi dei dati, Cambridge Analytica, dalla piattaforma per aver utilizzato illegalmente i dati di Facebook.

Secondo il legale del social network,  Aleksander Kogan, un docente di psicologia russo-americano, ha mentito sull’eliminazione dei dati ottenuti da un test di Facebook che prometteva di indovinare alcuni aspetti della personalità degli utenti  e lo ha trasmesso in modo improprio a terzi.

Se vieni a conoscenza dei profili e degli interessi di un qualsiasi individuo sei immediatamente in grado di identificarne le aspettative, modificarne le convinzioni, orientare gli interessi, persuadere, manipolare, tracciare  percorsi di disinformazione al solo scopo di  conquistarlo.

Cambridge Analytica ha collaborato con la campagna di Donald Trump per sfruttare i dati di milioni di utenti di Facebook ed indirizzarli verso il voto a suo favore.

Quella che segue è l’indagine originale su Cambridge Analytica, pubblicata su Motherboard Vice a gennaio 2017 e da Hannes Grassegger e Michael Krogerus su Das Magazin a dicembre 2016:

“Il 9 novembre alle 8.30 circa, Michal Kosinski è all’Hotel Sunnehus a Zurigo. Il 34enne ricercatore era venuto a tenere una conferenza al Politecnico federale (ETH) sui pericoli dei Big Data e della rivoluzione digitale.

Kosinski tiene regolarmente lezioni su questo argomento in tutto il mondo. È uno dei maggiori esperti di psicometria, una scienza che risale agli anni ’60 e che studia i gusti degli individui attraverso i loro comportamenti, una branca della psicologia guidata dai dati.

Quando ha acceso la televisione quella mattina, Michal ha assistito all’esplosione della bomba: contrariamente alle previsioni di tutti i principali sondaggisti, Donald J. Trump era stato eletto presidente degli Stati Uniti.

Kosinski assiste alle celebrazioni della vittoria di Trump e ai risultati provenienti da ogni Stato. Aveva la sensazione che il risultato delle elezioni avrebbe potuto avere qualcosa a che fare con la sua ricerca. Alla fine fece un respiro profondo e spense il televisore.

Nello stesso giorno, una società britannica poco nota fino ad allora, con sede a Londra, diffonde un comunicato stampa: “Siamo entusiasti del fatto che il nostro approccio rivoluzionario alla comunicazione basata sui dati abbia svolto un ruolo così importante nella straordinaria vittoria del Presidente eletto Trump” .

Alexander James Ashburner Nix è britannico, ha 41 anni, e CEO di Cambridge Analytica. È un uomo curato in modo maniacale dagli abiti su misura agli occhiali firmati.

La sua azienda non era solo parte integrante della campagna online di Trump, ma anche della campagna Brexit del Regno Unito.

Dei tre giocatori in campo, Kosinski, Nix e Trump, uno di loro ha permesso la rivoluzione digitale, uno di loro l’ha realizzato e uno di loro ne ha tratto beneficio. Il primo è un ricercatore creativo, il secondo è un imprenditore senza scrupoli, il terzo è il presidente degli Stati Uniti d’America.

E la storia continua…..